Spettacolo itinernate
VUOTO D’AMORE
nessuno mi pettina bene come il vento
omaggio ad Alda Merini
un progetto di e con Enrica Rosso
giovedì 30 giugno, venerdì 1 e sabato 2 luglio ore 20.00
Prenotazione obbligatoria

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inaugurazione mostra The Poetry of Earth di Barbara Dall'Angelo 5 maggio 2016 ore 17:30 Polo MUseale ASL Roma 1 - Borgo S.Spirito3 Roma

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la clip del Centenario del Santa Maria della Pietà

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Il Pensiero Scientifico Editore intervista il Direttore del Museo Laboratorio della Mente: guarda il video

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Un lungo articolo dedicato al Museo Laboratorio della Mente su "Mente & Cervello" di aprile 2013

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manifesto-100

Attività per le scuole

lavagna

Il Servizio Educativo dell Museo Laboratorio della Mente promuove progetti educativi e collaborazioni con le scuole per incoraggiare l'uso del museo come centro di formazione scientifica e promozione della salute mentale. 

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Attivamente

 logo 3Per l’anno scolastico 2009 - 2010 il Museo Laboratorio della Mente ha proposto agli studenti frequentanti l’ultimo anno della Scuola Secondaria di 2° grado degli Istituti scolastici di Roma e  della Provincia di Roma un programma di incontri tematici.Ogni incontro ha previsto una lezione magistrale, la discussione, una colazione di lavoro e la visita guidata al Museo Laboratorio della Mente.
Ad ogni incontro hanno partecipato  classi di studenti di uno stesso Istituto o  provenienti da Istituti diversi.

Ad ogni studente è stato rilasciato un attestato di partecipazione per i crediti formativi. Ciascuno modulo si è svolto in orario scolastico (dalle 8.45 alle 13.30) dal Lunedì al Venerdì  a partire dalla seconda metà di Ottobre 2009 fino ad Aprile 2010.

Gli incontri  si sono svolti presso la Sala Basaglia,
Centro Studi e Ricerche ASL Roma E,  Padiglione 26 I piano,
Piazza S. Maria della Pietà n. 5 Roma.

Ringraziamo i docenti e gli studenti che hanno aderito con entusiasmo a questa iniziativa. 

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Gruppi Multifamiliari DSM ASL Roma 1

 

 

Gruppi Multifamiliari Dipartimento di Salute Mentale

ASL ROMA 1

Questa pagina nasce come testimonianza del lavoro dei Gruppi Multifamiliari della ASL Roma 1 che, proprio nello spazio del Museo Laboratorio della Mente, trova il suo luogo naturale di sviluppo. Si struttura come una traccia degli spazi e dei tempi e quindi dei ritmi attraverso i quali i Gruppi Multifamiliari si incontrano. E’ una proposta di notizie, eventi, incontri, che offre nuove possibilità di ricordare e sperimentare il rapporto con il disturbo mentale. Contiene inoltre immagini, comunicazioni, scritti, video che raccontano l’elaborazione della sofferenza mentale che i Gruppi Multifamiliari, in Italia ed all’estero, hanno sviluppato negli ultimi decenni. Ripropone, quindi, il rapporto con il disagio e la diversità, la promozione della salute mentale e la lotta allo stigma che, già da alcuni  anni, caratterizza la vita del Museo Laboratorio della Mente ed il Coordinamento della ASL Roma 1 dei Gruppi Multifamiliari in una dimensione di scambio reciproco e di sinergia. I gruppi multifamiliari, nati inizialmente come gruppi di familiari e successivamente di famiglie al completo, si propongono di riallacciare il legame spezzato tra individuo famiglia e società. Il setting  prevede riunioni settimanali, quindicinali o mensili, della durata di un’ora e mezza a cui partecipano le famiglie insieme ad un gruppo di conduzione formato di terapeuti ed osservatori. Sono presenti, in ogni gruppo, almeno due diverse generazioni. Si svolgono in tutte le strutture del Dipartimento di Salute Mentale e prevedono per l’inserimento nel gruppo  dei colloqui preliminari con i terapeuti conduttori. Il legame tra individuo, famiglia e società può essere rappresentato da un sottile filo che si spezza e viene ricucito più volte nel corso dell’esistenza. La malattia interviene su questo filo assottigliandolo, interrompendolo, facendo si che se ne perdano le estremità.  La cura, intesa come riannodamento della trama psichica e somatica, individuale ed intersoggettiva, ha bisogno di un gruppo che permetta il riavvicinamento del filo spezzato, la formazione di un nuovo ordito, di una trama, di un tessuto nuovo. Il lavoro dei Gruppi è iniziato, in ogni luogo del territorio, dove si tentava, insieme, pazienti, familiari e operatori di tessere una nuova stoffa. Chiusa, in Italia, l’esperienza manicomiale, che da quel filo aveva creato grovigli, nodi inestricabili, sfilacciamenti e lacerazioni, si è provato piano, piano, nelle strutture del territorio a ricreare le condizioni per la cura. I gruppi multifamiliari del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 1 sono gruppi terapeutici che si sono sviluppati a partire dagli anni ’80. La chiusura dell’ospedale psichiatrico “S. Maria della Pietà” iniziata nel 1978 e conclusa definitivamente nel 1999 ha dato il via allo sviluppo delle strutture territoriali (Centro di Salute Mentale, Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, Comunità Terapeutica, Centro Diurno, Day Hospital, Casa famiglia) ambulatoriali ed ospedaliere, per lo sviluppo di progetti terapeutici personalizzati grazie ad équipe multiprofessionali (psichiatra, psicologo, assistente sociale, infermiere professionale, educatore). L’ambiente di cura è passato quindi dalle mura del manicomio, al territorio costituito dalla casa e dagli altri ambienti sociali in cui il paziente si è, progressivamente e con varie difficoltà, reinserito nel corso del tempo. Si è quindi profondamente modificato il rapporto tra la persona portatrice della sofferenza psichiatrica e le persone che se ne prendono cura. In manicomio l’ interazione del paziente con medici infermieri e personale sanitario era quotidiana, a tempo pieno il rapporto con gli altri pazienti  portatori delle più svariate patologie. Le interazioni con i familiari erano, a volte, periodiche, durante gli orari di visita, i permessi. Altre volte erano sporadiche, altre ancora del tutto assenti. Il rapporto con le altre istituzioni (scuola, lavoro, etc) mediato dal personale sanitario. Dopo la chiusura del manicomio, invece, il paziente si è ritrovato ad interagire dopo la fase del ricovero ospedaliero e dell’eventuale inserimento in Comunità Terapeutica, soprattutto con i membri della propria famiglia a tempo pieno, con frequenza settimanale variabile con l’equipe che lo segue al Centro di Salute Mentale, al Centro Diurno, oppure al Day Hospital. Si è potuto osservare quindi che le famiglie, che ospitavano la grave sofferenza mentale, andavano incontro ad un fenomeno di progressivo rallentamento ed arresto del ciclo vitale familiare. Le occasioni di incontro con la famiglia allargata rapidamente si riducevano, gli amici di famiglia si assottigliavano, i compagni di scuola venivano meno, le occasioni di festa (compleanni, feste religiose e sociali), non venivano più celebrate. L’isolamento, che caratterizza nella fase acuta l’individuo portatore della sofferenza mentale, si estendeva progressivamente e cronicamente a tutti i membri della famiglia. Il lavoro del Gruppo Multifamiliare vuole essere, innanzitutto, un antidoto a questo isolamento e mettendo insieme le risorse dell’individuo, dalle coppia, della famiglia e del gruppo, permettere lo sviluppo di una mente allargata in grado di comprendere la sofferenza mentale, stimolando la creazione di percorsi evolutivi.

NEWS

Primo Comvegno del Laboratorio italiano di Psicoanalisi Multifamiliare

Vedi Gruppo Multifamiliare Municipio XV

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